C'era una volta un principessa, bella come poche, con lo sguardo oltre come poche. Diventava in tempi passati ponte di amore tra due stati che purtroppo la guerra avvicinava e poi divideva con le rispettive sofferenze...Il suo unico sogno era quello di gioire l'incoronazione dell'amore unico e sincero con il suo Principe Philip. Sogno interrotto crudelmente dalla seconda guerra, quel timore del cosiddetto complotto che alzo il demone guerriero sull'intero pianeta. La Principessa di questo delirio portava vicino a se il premio che accoglieva la vera situazione, l'infinito amore e l'inimitabile devozione per i suoi figli, la croce di merito come madre!!! Un dono comune a tutte le mamme con figli numerosi quindi non nobiliare, ma che incarnava quel unico vero, puro sentimento di una madre verso i propri figli. Anche se la croce portava anche la svastica di origine indù associata al conflitto di guerra in quel periodo come segno di divinazione e sacralizzazione era un premio riservato principalmente alla mamme tedesche in quanto istituito proprio negli anni 38-42 in Germania. Alla Principessa Mafalda non importava della ritualità sforzata nazista che porto tante sofferenze nel mondo ma coglieva quello che di buono la vita le aveva donato oltre alla regalità, un principe da amare e i suoi figli. Questo era il suo grande sacrificio, la sua complicata situazione che la porto a diventare una martire del 27 gennaio, la sua indesiderata devozione. La sua devozione verso il bene e non il male che aveva invaso il mondo e ne è un unica prova storica e inconfutabile, il martirio. Non poteva sopravvivere in quella follia che l'aveva colta indifesa sola e dimenticata in un bosco tedesco dove il Reich aveva costruito la dimora della punizione per gli oppositori o i sospettati oppositori. Si faceva presto allora ad accusare con questo potere oscuro in mano e arrivare anche ad emarginare. Questo era ed è tutt'ora il potere del male che una madre poteva superare solo grazie all'amore per i propri figli se non fosse stato per quella fiamma esplosiva volante che gli si scagliava adosso. Poco si è parlato così di questi accaduti senza ricordare quel vincolo unico che sancisce il sacramento matrimoniale, ma piuttosto si è discusso dal lato degli interessi politici. Non si è arrivato tuttora a quella quiete pacifica per far emergere il vero senso delle cose, quello più importante per tutte le persone, i veri sentimenti sanciti nel sangue, nel DNA. Guerra allora, pandemia epidemiologia ora, il 27 gennaio arriva comunque ed è il tempo oltre di ricordare anche di riflettere. Di riflettere sui veri sentimenti, quelli unici che tengono sorretta la società in un modo civile e pacifico, quei sentimenti sani e non indotti con la forza come capitava una volta....Spesso le apparenze e le dicerie ingannano, ma spetta ad ognuno di noi non arrendersi e trovare il senso vero delle cose guardando oltre.....per non dimenticare. L'odio non è amore.
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