sabato 11 settembre 2021

L'undici settembre ci ricorda, la tortura nelle indagini come violazione dei diritti umani

 

La tortura nelle indagini come violazione dei diritti umani

Un riconoscimento abbastanza importante di questo divieto sia pur per scopi investigativi nei confronti di detenuti anche in materia di terrorismo doveva essere accertato per la prima volta  in un contesto internazionale  dal Tribunale civile di New York nel processo contro l’imputato considerato ideatore degli accadimenti dell’ 11 settembre e altri quattro. In seguito alla emergenza pandemica il procedimento che inizialmente doveva svolgersi nel distretto di New York slitta ora nella zona militare della Gantanamo Bay dove e’ collocato anche il campo di prigionia di Guantánamo, una struttura detentiva statunitense di massima sicurezza interna alla relativa base navale di Guantánamo, sull'isola di Cuba. Questo cambiamento solleva anche la questione di imparzialita’ del giudizio trattandossi non piu’ di un tribunale civile giudicante ma di una commissione militare creata con il pretesto della extra territorialità della base.   

Molti difensori dei diritti umani in questo momento contestano i metodi di detenzione e l’utilizzo della detenzione in questa prigione come controllo e lotta di potere nei confronti dei prigionieri dei Stati meno integrati alla realtà internazionale dove anche il confronto con la giustizia e specialmente con quella internazionale e’ tuttora meno concreta, come esempio anche gli ultimi accadimenti della insurrezione dei talebani in Afghanistan.

Chiunque agisce in base alle proprie ragioni o istruzioni o piuttosto al diritto o giustizia di credenza, di regione o religione deve comunque ricordarsi di fare sempre i conti a scapito di qualsiasi ricchezza e potere  con quei diritti che sono ormai da tempo sanciti proprio per evitare conflitti internazionali, i diritti umani. Facile da dirsi e complicato da attuarsi, puo’ essere ma ricordarselo non fa mai male.  

Ritornando alla questione del processo di Guatanamo contro la lotta al terrorismo si puo’ affermare che la questione e’ormai affrontata non piu’in modo discreto solo da varie fonti stragiudiziarie, in vari contesti quali i protettori dei diritti umani di organismi internazionali, da spiegazioni anche abbastanza schematiche e dettagliate di ex agenti Cia o ex collaboratori degli organi investigativi e in questi giorni anche ampliamente dalla stampa.

Vi sono varie testimonianze di questi ultimi, inerenti a violazioni di diritti umani attuati da funzionari anche statunitensi che praticando metodi impropri di interrogatori anche in luoghi di prigionia segrete quali l’isolamento in spazi di dimensioni minuscole, pestaggi e privazione del sonno attuavano dei veri programmi di maltrattamento e tortura.

In fatti nella discussione che doveva avvenire nel tribunale di New York era prevista  un esamina del programma di torture accusate dove i psicologi James E. Mitchell e John “Bruce” Jessen dovevano essere sentiti come testimoni circa la creazione e l’applicazione di queste “tecniche avanzate di interrogatorio” 

Secondo le spiegazioni della Amnesty International i programmi venivano comunque utilizzati per giustificare la guerra al terrorismo  globale degli USA anche se l’orientamento della principale organizzazione di tutela dei diritti umani sostiene che questi ufficiali debbano rispondere delle loro responsabilità.

Anche se in concreto questa esternalizzazione pubblica del programma di torture della Cia verrà documentata per la prima volta in questo processo pare che questi metodi equivalenti alla tortura siano state attuati in diversi detenuti e sospettati al di fuori del caso sopra menzionato anche in altri numerosi centri segreti di detenzione in tutto il mondo, compresa  l’Europa, con la complicità di diversi componenti di governi europei. E’ qui rientriamo nella sfera della protezione della lotta al potere e agli interessi di chi in base alla propria potenza puo’ farsi valere o meno appunto a scapito di questi diritti sanciti dopo la secinda guerra mondiale come diritti umani proprio per evitare dei conflitti di origine internazionale.

E da cui nasce il quesito: Governi o rappresentanti segreti inseriti in modo pacifico ma attuativi un piano diverso magari appunto quello che viene denunciato da tempo anche dai ex agenti Cia di governi ombra che prescindendo dal valore umano della persona concretizzano questi piani dettati da esigenze di potere ovviamente a discapito dei diritti umani.

Se la distinzione non e’ visibile o piuttosto facilmente configurabile daremo ascolto a queste evoluzioni disciplinari in modo che non siano una semplice copertura di ciò che realmente e’ accaduto magari a qualcun altro e piuttosto in altri contesti geografici o temporali o almeno dimostriamo l’attenzione giusta perché non capiti più.      

Non si tratta di fare delle guerre per dimostrare che siamo svegli o perché annoiati dalla quotidianità, dobbiamo giocare in grande....... perché questa e’ la guerra di chi ha già perso in principio decadendo in svalutazione estrema della persona umana. Una guerra nei confronti di chi magari dotato di capacità intellettive di un certo livello  e non facente parte di coalizioni miranti il potere ma comunque avente capacità di intercettazione di questi gravi accadimenti ne finisce a diventare il capro espiatorio per poter essere definitivamente escluso come potenziale concorrente di questo potere nel futuro. E più grande sarà il potere che viene contro più grande sarà la trappola diffamatoria emarginante sempre che non ponga addirittura un vero e proprio attentato alla vita.

E se veramente si tratta di accusati colpevoli per evidenza occorre anche accertare che questa evidenza deriva dalla commissione di questa precisa imputazione e non invece per l’effetto delle torture attuate come in un laboratorio scientifico dai funzionari ed eventualmente ricollegandoli con i luoghi degli accadimenti ex post o addirittura in un preciso momento come un campanello d‘allarme che viene programmato per suonare ad una certa ora. Se di normalità ne vogliamo parlare purtroppo a volte sembra piuttosto che si realizzi la fantascienza. Sarebbe possibile connettere gli effetti successivi alla tortura patite nella persona ad un determinato luogo per poter accusare questa persona di aggressività o altro? Non ci perdiamo piu’ in fantasticherie ma in fatti accertabili secondo i criteri stabiliti negli ordinamenti.

Non e’ancora tanto lontano l’esoterismo satanico del nazismo che fece cadere in ginocchio Stati importanti dal tempo dei tempi e porto guerra e distruzione nelle famiglie piu’ consolidate storiche dell’Europa per stabilire un epoca piu’ moderna, piu’ menefreghista dei veri valori della vita, abbandonando tutto a quello laissez faire per dimostrare la superiorità d’animo e di sopportazione. Quella stessa mentalità che per farsi valere minaccia di rinchiudere nelle celle abbandonate di Guatanamo Bay o addirittura Alcatraz le anime di quelle persone che chi lo sa innocenti o colpevoli,  senza che vengano rispettate le vere regole di un giusto processo non si può sapere quale era la vera missione o il messaggio da portare al mondo in questa vita e se accusati giustamente. In questa vita del 2021 senza le interferenze delle guerre del passato e del futuro, degli interessi di potere e di economia.

Rimangono i fatti che nelle denuncie e nelle testimonianze degli ex agenti della Cia si spiega che i soggetti sottoposti a questi programmi non sono solo terroristi ma anche altre persone selezionate su motivazioni del proprio profilo di comportamento, persone che se non uccise comunque vengono torturate o seriamente danneggiate.  E se queste torture comportano la paura e proprio questo che sta alla base di questi programmi la tirannia invece della trasparenza, della libertà e della vera giustizia.

Siamo in un momento di evoluzione scientifica dove la psicologia e la psichiatria devono essere propriamente controllate se impiegate nel modo corretto per guarire e non invece per giustificare interessi di gruppo. In quanto sono diventati strumenti primari di cura in una società dove il benessere generale prevale. Ormai nella era attuale il nemico non e’ piu’ la bestia affamata in mezzo al nulla ma altri interessi raffinati quali in principio la reputazione, capostipite di qualsiasi possibilità di interazione nella società ed eventuali creazioni di rapporti sociali od economici.

Non sono scenari nuovi la lotta globale contro la tortura ha avuto luogo anche prima come per esempio nel Tribunale ad hoc dell’Onu per l’Ex Yugoslavia e riporto qua un study-case che sicuramente viene esaminato in qualsiasi corso dei diritti umani. Saranno passati 22 anni dal 10 dicembre 1998, da quel giorno che dichiarò colpevole Furundzija, comandante dell’unità speciale croata Jokers operanti in tempi di guerra nei territori della Bosnia Herzegovina per tortura e oltraggio alla dignità umana con duplice violazione delle leggi e costumi della guerra (art.3 ICTY Statute). E se cambiando scenario, cioè tempo e luogo e pure in altri contesti conflittuali si assiste ad un perpetuarsi  dell’abuso di potere e dell’esercizio della tortura pare allo scopo di estorcere informazioni o magari solo per alterare lo stato di coscienza del soggetto ponendolo in una condizione ripetitiva di inferiorità mediante l‘utilizzo della tortura autoritaria apparentemente giustificata da motivi di prevenzione o comunque di indagine rimane prioritaria indagare l’obbiettività delle cause giustificative dell’attuazione di questi piani che rimangono lo stesso al di fuori del rispetto della dignità umana. Nessun Governo neanche in modo metaforico dovrebbe sostenere questi accadimenti che di base hanno la violenza che altrimenti sarebbero’ giustificate a conquiste di questa o altra coalizione di potere.

Ogni essere umano ha diritto ad un percorso pacifico e privo di violenza alterante dei stati emotivi e dei equlibri di normalità nella propria esistenza terrena.

 

La lotta per la giustizia vera e’ una lotta continua che non ha mai fine.