giovedì 6 giugno 2013

Fuggire per salvare

Quando tutte le cose risultano appanate, noiose, dolorose non rimane che fuggire...per sentire il rumore del mare, il profumo del erba, la musica dei strumenti preferiti, il sapore della vità cosi come prima che venisse smarrita per trasformarsi in quel unico desiderio di fuga...verso il possibile, verso il vissuto e amato.

venerdì 10 maggio 2013

Viaggio nei luoghi archeologici che segnano le origini remote dell'Albania


Il territorio dell’antica Albania - separato dall’Italia greca e romana semplicemente dal Canale d’Otranto e confinante con l’antica Macedonia greca - fu veramente al centro della storia antica:


Augusto si fermò per lungo tempo ad Apollonia per completare gli studi e lo stesso Cicerone intrattenne una fitta corrispondenza con l’amico T. Pomponio Attico che risiedeva in una lussuosa villa affacciata sul mare a Butrinto. Nel periodo bizantino, all’epoca di Eraclio, la regione vide l’insediamento di alcuni “temi” (cioè distretti occupati da soldati/contadini) per poi diventare un baluardo di difesa della cristianità al tempo dell’espansione ottomana culminata nella caduta di Costantinopoli.



L’Albania moderna - nata sulle ceneri dell’Epiro greco-romano attraverso la misteriosa cultura di Arber - si è venuta a definire in modo più chiaro come nazione a seguito delle gesta dell’eroe nazionale medievale Scanderbeg che poste le aquile dell’impero romano nel vessillo nazionale provvide all’unificazione delle terre abbandonate da Costantinopoli. Il pittoresco sito di Kruja è probabilmente quello che meglio ci permette di ripercorrere i tratti più salienti di questa epopea. La visita a Tirana e ai suoi musei completerà questa particolare esperienza di viaggio e studio.


A soli 39 km di distanza si trova Durazzo (l’antica Epidamno greca) e durante una passeggiata nel centro storico si può raggiungere il grande anfiteatro romano le cui gallerie sotterranee sono parzialmente esplorabili fino ad un ambiente che fu trasformato in cappella bizantina



Da qui, passando attraverso le mura costruite dall’imperatore Anastasio (V sec d.C.) si raggiungerà il modernissimo Museo Archeologico di Epidamno –piacevolmente affacciato sulla “marina” - dove sono raccolti pregiati reperti provenienti dalla città grecoromana nonché una interessante raccolta di ex voto scoperti presso il santuario di Artemide.


Spostandossi verso il sud si raggiunge l’antica Apollonia, colonia corinzia situata in splendida posizione paesaggistica. Con una passeggiata nel verde sarà possibile visitare il complesso del bouleuterion, il tempio di Diana, l’odéion, il circolo esterno delle mura ciclopiche raggiungendo poi l’area delle stoài ellenistiche e l’acropoli. Il sito è particolarmente suggestivo per la presenza della chiesa ortodossa di S. Maria (XIV sec d.C.), edificata riutilizzando blocchi provenienti dalla città antica; qui è allestito un piccolo antiquarium. Una vera rarità è poi l’antica fontana-ninfeo, costruita nel IV sec a.C. appoggiata in modo scenografico alla collina naturale per convogliare le acque di una risorgiva verso i quartieri bassi; il sito è raggiungibile con una breve camminata nel verde. 




Un percorso panoramico di grande bellezza e senza dubbio il tratto di maggiore impatto paesaggistico dell’intera Albania è quello da Valona a Saranda. Inizialmente si sale verso il passo di Llogara (1027 m.) passando attraverso boschi incontaminati per poi scendere in direzione delle costa di Himara; lungo il percorso si intercettano alcuni punti panoramici molto suggestivi affacciati sul mare; tutto il tratto da Himara e Saranda è caratterizzato dall’alternarsi di spiagge sabbiose, scogliere e baie. Lungo il percorso è consigliabile una breve sosta nel porticciolo di Himara ed a Porto Palermo. Qui si trova un piccolo isolotto costruito da Alì Pashà Tepelena, il governatore ottomano che riuscì a crearsi, nel sud dell’Albania, un dominio indipendente a cavallo tra Sette e Ottocento.

L’isolotto ospitò durante la guerra fredda i bunkers dei sottomarini sovietici. Si raggiungerà dunque Saranda dove è inevitabile la visita alla bellissima città greco-romana di Butrinto, situata in una splendida posizione paesaggistica. La città, fondata dai greci di Corcira e dai Corinzi, diventò colonia ai tempi di Cesare stupendo gli antichi per la bellezza. Sono visitabili le mura ellenistiche, le porte scee, il teatro romano, il tempio di Asclepio (spesso immerso nell’acqua per un curioso fenomeno di subsidenza), le terme, il santuario delle acque, la basilica bizantina, il ninfeo, tratti dell’acquedotto, il palazzo della triconca e l’acropoli ove è organizzato un ottimo museo archeologico.

Risalendo  per nord si arriva a Mesopotam ove si trova una significativa chiesetta medievale (oggi inagibile) ove si possono cogliere con chiarezza i caratteri delle basiliche bizantine del despotato d’Epiro. È questa anche la posizione migliore per scorgere la cittadella greca di Fenìke (ancora da scavare). Poco più avanti si trova l’Occhio blu, un punto naturalistico caratterizzato da una risorgiva dal particolare colore turchese circondata da un querceto (si prevede una breve passeggiata). In tarda mattinata spostamento a Gjirokastra (la “fortezza argentata”). Il sito di grande valore storico fu risparmiato in età comunista e presenta oggi un pittoresco borgo (bazar) dalle caratteristiche case in pietra (originario del Settecento) e una fortezza dell’Ottocento in cui si mescolano influssi ottomani e bizantini. Lì vicino si trovano gli scavi di Antigoneia, la città fondata da Pirro per ricordare la giovane sposa egiziana prematuramente defunta.




Da non perdere è anche la cittadella illirica di Billys. Il sito archeologico, che si trova in una straordinaria posizione naturalistica a picco su una vallata, estesa su un’area di trenta ettari con possenti mura estese per oltre 2 km, fu la residenza di una importante comunità “barbarica” di Illiri. Gli Illiri giocarono un ruolo importante nel periodo della nascita del potere macedone (la madre di Alessandro ad esempio era di origine illirica) e adottarono dai Greci lo stile di vita e l’urbanistica delle città. Il sito conserva un teatro ispirato a quello di Dodòna, i portici dell’agorà, le grandi terme di Giustiniano, i magazzini dell’erario, resti dello stadio, diverse basiliche e una grande cattedrale bizantina.



Il sito fu distrutto a seguito delle devastanti invasioni dei Goti e degli Slavi, gli scavi sono ancora in corso. Da Byllis si procede in direzione di Beràt (il cui nome deriva dal bulgaro e significa “la città bianca”) è senza dubbio il centro più suggestivo dell’intera Albania. Circondata dalle foreste di conifere dei Monti Tomorr, affacciata sulla valle dell’Osum, si divide in una città bassa e in una città alta.
Il centro vede la sua principale attrazione nella poderosa fortezza costruita dal despota d’Epiro Michele Ducas Comneno nel XII sec d.C. Si tratta di un complesso impressionante che racchiude un intero borgo del XII sec d.C., un tempo abitato da comunità cristiane. Lo dimostrano le venti chiese bizantine ancora presenti a cui fa da contro altare solo la piccola moschea situata nel maschio ove risiedeva la guarnigione ottomana. Da visitare sono anche la bellissima chiesa ortodossa di S.Nicola - che ospita un’antica e pregiata iconostasi, affreschi del maestro Onufri ed un pregevole Museo delle Icone - nonché la vicina Chiesa di S. Teodoro.
Viaggiando in direzione di Elbasan si percorre un ampio tratto dell’antica via Egnatia che metteva in comunicazione la Macedonia con l’Adriatico. Si devierà dunque su una strada secondaria per raggiungere la vallata del fiume Shkumbin ove, in un’area abbastanza isolata e non toccata dal turismo si trova il piccolo paese montano di Selça. Qui sono state effettuate importanti scoperte permettendo di mettere in luce delle enigmatiche tombe rupestri contenenti i resti di alcuni sarcofagi ed corredi di principi illirici. Le tombe presentano una strada mescolanza di influssi greco-macedoni e di tradizioni illiriche. Una di esse si distingue per la presenza di un piccolo teatro scavato nella roccia forse utilizzato per le commemorazioni. Il sito è oggetti di una attività di restauro e ricerca condotta dalla Missione Italiana con il contributo di economico di Schliemann & Carter.



La vicinanza geografica dell’Albania con la Magna Grecia e l’Italia del sud romana è ben evidente nella qualità dei prodotti della scultura e dell’epigrafia che si può ammirare sui siti archeologici e nei musei locali.